giovedì, 06 novembre 2008
Ieri mattina, la radio rimasta accesa e sintonizzata su radio24 mi ha svegliato durante il discorso di Barack Obama, da quel preciso istante il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Ho seguito pochissimi avvenimenti veramente epocali in diretta, ma posso dirvi che i diciassette minuti di monologo del neopresidente sono stati qualcosa di ineguagliabile. In un inglese impeccabile, non come quello sputacchiato alla texana del suo predecessore, l' homo globalis Obama ha mandato un messaggio di speranza al suo paese, il mondo. Messaggio che va al di là delle parole stesse, seppur ben scelte e perfettamente scandite. Per chi non l’ha sentito, dico solo questo: se ci avesse messo sotto un qualche tema di Hans Zimmer o di Ennio Morricone, il mondo intero avrebbe pianto.

Resta da vedere se le parole diverranno fatti. Resta da vedere se Obama sarà in grado di sopraffare i poteri forti degli USA e del mondo, resta da vedere se non verrà tradito dal partito che lui stesso ha conquistato, resta insomma da vedere se ieri notte gli USA abbiano veramente scritto una nuova pagina nella storia della democrazia.

Intanto divertiamoci con la bassezza, la provincialità della nostra geriatrica classe politica. Mentre il nostro primo ministro cita Calderoli dando all’uomo più potente del mondo dell’ “abbronzato” - bisognava pur deridere uno statunitense a Putingrado - e Gasparri con le sue luminose parole incita il popolo italiano alla violenza fisica nei confronti della sua medesima persona, il leader che non c’è Veltroni cerca BerlusCOMICAmente di accapparrarsi gli applausi, mostrando a destra e a manca la fotina di lui e Obama nel 2005. E Bossi “Finchè c’è Lega non c’è nero”? beh, cito il premier, lo stato mentale è quello che è…
Il furto più grande che la politica italiana sta compiendo nei confronti degli italiani non riguarda le imposte, nè i servizi, nemmeno l'informazione. Beninteso, questo lo hanno sempre compiuto quindi oggi è un semplice dato di fatto. Ma questi vecchietti stanno rubando a noi figli degli Ottanta e Novanta, qualcosa di molto più importante, di molto più intimo e prezioso: ci stanno derubando del diritto di sognare!
Allo slogan di Obama YES WE CAN voglio oggi rispondere con uno ben meno realistico, ma che racchiude bene ciò che provo ora: I WANT TO BELIEVE!

A quando il NOSTRO Obama?
postato da: Indignazione alle ore 18:49 | Permalink | commenti
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