giovedì, 06 novembre 2008
mercoledì, 05 novembre 2008
  
La presente ha come scopo divulgare un disservizio affinchè esso venga risolto nel più breve tempo possibile.


Ryanair si “volatilizza” coi soldi dei clienti.
“Prenotazione non riuscita”, ma l’addebito è stato fatto.

La compagnia Ryanair è ormai una realtà consolidata nel nostro mercato del trasporto aereo come in quello europeo. Basti pensare che prima del caro carburante, nel 2006, la compagnia aveva, rispetto all’anno precedente, incrementato le proprie vendite del 32%, arrivando ad un fatturato di 2,24 miliardi di euro, valore forse incrementato poi dalla grave crisi delle compagnie di bandiera. La compagnia di Dublino possiede ormai una gran fetta delle rotte Italia-Europa, nelle quali è tra i leader come numero di passeggeri.
Ciò che come cittadini non possiamo permettere è che una compagnia diventata così importante nel nostro settore trasporti ripaghi la possibilità di crescita che ha avuto nel suolo – e cielo - italiano con un peggioramento del servizio erogato.

M. abita nella provincia di Padova. Lo scorso 25 settembre lei e il suo compagno, D., britannico, cercano di prenotare 6 biglietti per Londra. Visto il consueto aumento sotto le feste (la compagnia aveva deciso di aumentare il prezzo del bagaglio a 30 euro!), si è deciso per prenotare 3 biglietti senza bagaglio e 3 con bagaglio, per risparmiare.

Secondo M. però, il problema inizia quando scoprono di non poter prenotare 3 biglietti con bagaglio e 3 biglietti senza bagaglio in una sola operazione… Decidono quindi di fare due prenotazioni separate. Si comincia con i primi tre (con bagaglio). Completano e inseriscono tutti i dati, operazione che di solito porta via un prezioso quarto d’ora; ma alla fine appare il messaggio: "impossibile terminare l'operazione"

Ci spiega M.: “il mio cervello recepisce che siccome "è impossibile terminare questa operazione”, devo tentare di nuovo". Ma e' troppo tardi... D. deve andare a lavoro… Io sono in ritardo… Vabbè, tenteremo di nuovo più tardi…”

Alla sera, M. e D. ci riprovano e finalmente riescono a prenotare i primi 3 biglietti. Felicissimi, passano immediatamente alla prenotazione dei successivi 3: ma nuovamente è "impossibile terminare l’operazione". A tal punto i giovani sono ostinati a viaggiare con Ryanair (a nessuno dei due è mai venuto in mente che ci sono altre compagnie, volare Ryanair è così naturale, così automatico!…) che, pensando ad una mancanza di credito nella propria carta, si fanno prestare la carta di credito del datore di lavoro di D., amico di famiglia. Nel giro di un'ora hanno tutti i biglietti in mano! Questo sembra essere il lieto fine, M. e famiglia partiranno assieme a D. per trascorrere il Natale con la famiglia di lui.

La sorpresa arriva alla fine del mese, quando M. scopre che nella sua carta, quella usata nel primo tentativo, ci sono addebiti verso Ryanair di 563 euro in più rispetto alla somma dovuta.

“Noi non abbiamo mai prenotato quel viaggio” ci racconta ancora molto arrabbiata M., “non abbiamo nemmeno mai ricevuto un'e-mail di conferma, per cui non abbiamo nemmeno un codice di riferimento col quale cercare almeno di cambiare o disdire una prenotazione che, a tutti gli effetti, eravamo stati impediti di completare! Perché l’addebito allora?” Iniziano i tentativi di contattare Ryanair attraverso il numero 899 da € 2,50 al minuto! La prima volta risponde una ragazza di accento balcanico con evidenti difficoltà linguistiche che non capisce ciò che M. sta cercando di spiegare e infine RIAGGANCIA! Al secondo tentativo, risponde un ragazzo, pure lui con difficoltà linguistiche, che ripete il ritornello che tanto spesso sentiamo dai call-center: “Non posso farci niente!”. Consiglia di inviare un fax alla sede principale di Dublino. D. allora prova a chiamare il numero 899 britannico; nonostante tutti i soldi spesi al telefono, anche aldilà della Manica rispondono, per due volte, due ragazze con estrema difficoltà nell’inglese, ed assoluta incompetenza nel caso qui esposto.
Raccolgono tutti i numeri di fax che trovano nel sito www.ryanair.com, e da allora spediscono almeno un fax a settimana. Non hanno ancora ottenuto risposta. “Io ho sempre viaggiato con Ryanair… Mai avuto problemi!” M. è veramente sconsolata, lei è un’altra persona malamente punita per la sua fedeltà ad una compagnia .
Il sottoscritto, estremamente Indignato, trova assurdo che imprese la cui crescita è stata in gran parte supportata dal nostro paese, dalle nostre già precarie infrastrutture, dalla nostra manodopera ma soprattutto dai nostri consumatori e cittadini, anziché ringraziare i clienti con migliori servizi, li sevizino con disservizi che sempre più assomigliano a truffe o comunque soprusi.
Il sacro dovere del cittadino di indignarsi di fronte a simili ingiustizie ci obbliga a chiedere spiegazioni immediate, nonché il dovuto risarcimento, alla compagnia Ryanair. Ci obbliga ad intimare le autorità competenti ad indagare, sanzionare e prevenire tali atteggiamenti.

Indignazione si appella ai cittadini. Come fareste di fronte ad un’ingiustizia letta nel vostro quotidiano preferito, indignatevi anche per questi ‘piccoli’ soprusi, la cui poca rilevanza mediatica non fa altro che aiutare chi li perpetra.

Ci appelliamo infine anche alla stampa. Il dovere primo del giornalismo è quello di far sapere al cittadino la verità, che essa sia glorificante o infamante. Come potere forte nella società, avete l’obbligo morale di aiutare i cittadini ad ottenere risposte da Ryanair come da tanti altri.

Indignazione chiede quindi la divulgazione di queste storie a 360 gradi; chiede che gli indirizzi e i numeri telefax di Ryanair vengano intasati dalla vostra Indignazione, chiede che alla porta della compagnia vadano a bussare le autorità di tutela al consumo e quelle che dovrebbero vigilare sulla trasparenza delle operazioni commerciali online.

Conrado De Vita, un Indignato, 5 novembre 2008.
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giovedì, 06 novembre 2008
Ieri mattina, la radio rimasta accesa e sintonizzata su radio24 mi ha svegliato durante il discorso di Barack Obama, da quel preciso istante il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Ho seguito pochissimi avvenimenti veramente epocali in diretta, ma posso dirvi che i diciassette minuti di monologo del neopresidente sono stati qualcosa di ineguagliabile. In un inglese impeccabile, non come quello sputacchiato alla texana del suo predecessore, l' homo globalis Obama ha mandato un messaggio di speranza al suo paese, il mondo. Messaggio che va al di là delle parole stesse, seppur ben scelte e perfettamente scandite. Per chi non l’ha sentito, dico solo questo: se ci avesse messo sotto un qualche tema di Hans Zimmer o di Ennio Morricone, il mondo intero avrebbe pianto.

Resta da vedere se le parole diverranno fatti. Resta da vedere se Obama sarà in grado di sopraffare i poteri forti degli USA e del mondo, resta da vedere se non verrà tradito dal partito che lui stesso ha conquistato, resta insomma da vedere se ieri notte gli USA abbiano veramente scritto una nuova pagina nella storia della democrazia.

Intanto divertiamoci con la bassezza, la provincialità della nostra geriatrica classe politica. Mentre il nostro primo ministro cita Calderoli dando all’uomo più potente del mondo dell’ “abbronzato” - bisognava pur deridere uno statunitense a Putingrado - e Gasparri con le sue luminose parole incita il popolo italiano alla violenza fisica nei confronti della sua medesima persona, il leader che non c’è Veltroni cerca BerlusCOMICAmente di accapparrarsi gli applausi, mostrando a destra e a manca la fotina di lui e Obama nel 2005. E Bossi “Finchè c’è Lega non c’è nero”? beh, cito il premier, lo stato mentale è quello che è…
Il furto più grande che la politica italiana sta compiendo nei confronti degli italiani non riguarda le imposte, nè i servizi, nemmeno l'informazione. Beninteso, questo lo hanno sempre compiuto quindi oggi è un semplice dato di fatto. Ma questi vecchietti stanno rubando a noi figli degli Ottanta e Novanta, qualcosa di molto più importante, di molto più intimo e prezioso: ci stanno derubando del diritto di sognare!
Allo slogan di Obama YES WE CAN voglio oggi rispondere con uno ben meno realistico, ma che racchiude bene ciò che provo ora: I WANT TO BELIEVE!

A quando il NOSTRO Obama?
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mercoledì, 05 novembre 2008
La presente ha come scopo divulgare un disservizio affinchè esso venga risolto nel più breve tempo possibile.


Ryanair si “volatilizza” coi soldi dei clienti.
“Prenotazione non riuscita”, ma l’addebito è stato fatto.

La compagnia Ryanair è ormai una realtà consolidata nel nostro mercato del trasporto aereo come in quello europeo. Basti pensare che prima del caro carburante, nel 2006, la compagnia aveva, rispetto all’anno precedente, incrementato le proprie vendite del 32%, arrivando ad un fatturato di 2,24 miliardi di euro, valore forse incrementato poi dalla grave crisi delle compagnie di bandiera. La compagnia di Dublino possiede ormai una gran fetta delle rotte Italia-Europa, nelle quali è tra i leader come numero di passeggeri.
Ciò che come cittadini non possiamo permettere è che una compagnia diventata così importante nel nostro settore trasporti ripaghi la possibilità di crescita che ha avuto nel suolo – e cielo - italiano con un peggioramento del servizio erogato.

M. abita nella provincia di Padova. Lo scorso 25 settembre lei e il suo compagno, D., britannico, cercano di prenotare 6 biglietti per Londra. Visto il consueto aumento sotto le feste (la compagnia aveva deciso di aumentare il prezzo del bagaglio a 30 euro!), si è deciso per prenotare 3 biglietti senza bagaglio e 3 con bagaglio, per risparmiare.

Secondo M. però, il problema inizia quando scoprono di non poter prenotare 3 biglietti con bagaglio e 3 biglietti senza bagaglio in una sola operazione… Decidono quindi di fare due prenotazioni separate. Si comincia con i primi tre (con bagaglio). Completano e inseriscono tutti i dati, operazione che di solito porta via un prezioso quarto d’ora; ma alla fine appare il messaggio: "impossibile terminare l'operazione"

Ci spiega M.: “il mio cervello recepisce che siccome "è impossibile terminare questa operazione”, devo tentare di nuovo". Ma e' troppo tardi... D. deve andare a lavoro… Io sono in ritardo… Vabbè, tenteremo di nuovo più tardi…”

Alla sera, M. e D. ci riprovano e finalmente riescono a prenotare i primi 3 biglietti. Felicissimi, passano immediatamente alla prenotazione dei successivi 3: ma nuovamente è "impossibile terminare l’operazione". A tal punto i giovani sono ostinati a viaggiare con Ryanair (a nessuno dei due è mai venuto in mente che ci sono altre compagnie, volare Ryanair è così naturale, così automatico!…) che, pensando ad una mancanza di credito nella propria carta, si fanno prestare la carta di credito del datore di lavoro di D., amico di famiglia. Nel giro di un'ora hanno tutti i biglietti in mano! Questo sembra essere il lieto fine, M. e famiglia partiranno assieme a D. per trascorrere il Natale con la famiglia di lui.

La sorpresa arriva alla fine del mese, quando M. scopre che nella sua carta, quella usata nel primo tentativo, ci sono addebiti verso Ryanair di 563 euro in più rispetto alla somma dovuta.

“Noi non abbiamo mai prenotato quel viaggio” ci racconta ancora molto arrabbiata M., “non abbiamo nemmeno mai ricevuto un'e-mail di conferma, per cui non abbiamo nemmeno un codice di riferimento col quale cercare almeno di cambiare o disdire una prenotazione che, a tutti gli effetti, eravamo stati impediti di completare! Perché l’addebito allora?” Iniziano i tentativi di contattare Ryanair attraverso il numero 899 da € 2,50 al minuto! La prima volta risponde una ragazza di accento balcanico con evidenti difficoltà linguistiche che non capisce ciò che M. sta cercando di spiegare e infine RIAGGANCIA! Al secondo tentativo, risponde un ragazzo, pure lui con difficoltà linguistiche, che ripete il ritornello che tanto spesso sentiamo dai call-center: “Non posso farci niente!”. Consiglia di inviare un fax alla sede principale di Dublino. D. allora prova a chiamare il numero 899 britannico; nonostante tutti i soldi spesi al telefono, anche aldilà della Manica rispondono, per due volte, due ragazze con estrema difficoltà nell’inglese, ed assoluta incompetenza nel caso qui esposto.
Raccolgono tutti i numeri di fax che trovano nel sito www.ryanair.com, e da allora spediscono almeno un fax a settimana. Non hanno ancora ottenuto risposta. “Io ho sempre viaggiato con Ryanair… Mai avuto problemi!” M. è veramente sconsolata, lei è un’altra persona malamente punita per la sua fedeltà ad una compagnia .
Il sottoscritto, estremamente Indignato, trova assurdo che imprese la cui crescita è stata in gran parte supportata dal nostro paese, dalle nostre già precarie infrastrutture, dalla nostra manodopera ma soprattutto dai nostri consumatori e cittadini, anziché ringraziare i clienti con migliori servizi, li sevizino con disservizi che sempre più assomigliano a truffe o comunque soprusi.
Il sacro dovere del cittadino di indignarsi di fronte a simili ingiustizie ci obbliga a chiedere spiegazioni immediate, nonché il dovuto risarcimento, alla compagnia Ryanair. Ci obbliga ad intimare le autorità competenti ad indagare, sanzionare e prevenire tali atteggiamenti.

Indignazione si appella ai cittadini. Come fareste di fronte ad un’ingiustizia letta nel vostro quotidiano preferito, indignatevi anche per questi ‘piccoli’ soprusi, la cui poca rilevanza mediatica non fa altro che aiutare chi li perpetra.

Ci appelliamo infine anche alla stampa. Il dovere primo del giornalismo è quello di far sapere al cittadino la verità, che essa sia glorificante o infamante. Come potere forte nella società, avete l’obbligo morale di aiutare i cittadini ad ottenere risposte da Ryanair come da tanti altri.

Indignazione chiede quindi la divulgazione di queste storie a 360 gradi; chiede che gli indirizzi e i numeri telefax di Ryanair vengano intasati dalla vostra Indignazione, chiede che alla porta della compagnia vadano a bussare le autorità di tutela al consumo e quelle che dovrebbero vigilare sulla trasparenza delle operazioni commerciali online.

Conrado De Vita, un Indignato, 5 novembre 2008.
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